un incontro speciale con Ombretta Ciurnelli...

13.05.2010

Al termine dell'anno scolastico 2009/10 diverse classi del biennio, che avevano partecipato al Laboratorio di lettura ad alta voce di testi poetici proposto da LIMINALIA, hanno potuto arricchire il loro rapporto con la poesia in un incontro speciale con Ombretta Ciurnelli, autrice di poesie in dialetto perugino."Ombretta Ciurnelli è nata a San Martino in Campo e vive a Perugia, dove ha insegnato per molti anni Lettere nei Licei. Per raccontarsi e raccontare ha scelto il dialetto, la lingua sentita parlare nella sua primissima infanzia, quasi che una bambina abbia preso per mano una titolata Professoressa di liceo, riconducendola ad un lontano passato, ad una lingua rimasta a lungo sepolta sotto le accademiche dissertazioni scolastiche, ma riemersa con forza e in tutta la sua arcaicità per vestire una poesia caratterizzata da marcati toni intimistici."
Nell'incontro con le classi Ombretta Ciurnelli ha riflettuto sul rapporto lingua / dialetto dapprima in una prospettiva di carattere sociolinguistico, evidenziando anche attraverso riferimenti storici come il dialetto sia stato considerato lingua humilior, adatto alla immediatezza della comunicazione spontanea e quindi altro rispetto alla lingua dotta. Poi, riferendosi allo specifico ambito poetico, ha dimostrato, sulla scorta del saggio di Franco Brevini "Le parole dimenticate", come nel secolo scorso si sia passati da una poesia dialettale legata al reale, alla concretezza del vivere e spesso caratterizzata da toni satirici o comici a una poesia lirica, quella che è definita poesia neodialettale. Tutto ciò con riferimenti ad autori e testi (Pier Paolo Pasolini, Franco Loi, Salvatore Di Giacomo, Tonino Guerra, Claudio Spinelli e Giampiero Mirabassi. In particolare ha illustrato il proprio percorso di scrittura, dalla prima raccolta "Badarellasse ncle parole", in cui ha sperimentato attraverso un abbecedario di acrostici le potenzialità del dialetto in un ambito lirico, a "L'arcontastorie" in cui ha narrato in versi novenari cinque drammatiche storie di donne nell'ambiente contadino della prima metà del secolo scorso. Ha poi presentato agli alunni il suo ultimo libro "Si curron le formiche", motivando la propria scelta di scrivere poesie in dialetto e indicando i criteri seguiti nel costruire il percorso di scrittura. Il tutto accompagnato dalla lettura dei testi, prima nella traduzione italiana e poi in dialetto.
Le classi hanno seguito con molta attenzione e partecipazione, interagendo in alcune fasi in modo corretto e pertinente. Molti di loro si sono riconosciuti in frasi ed espressioni idiomatiche che spesso sentono in famiglia e si sono lasciati coinvolgere da una lettura incisiva che riesce a far emergere sentimenti e sensazioni.